Echi dalle Terre Sommerse

ECHI DALLE TERRE SOMMERSE

di Federica Leva

 

 

 

Finalmente, dopo infinite stesure, ho deciso di pubblicare il mio romanzo epic fantasy:
Echi dalle Terre Sommerse“, primo volume de “La Saga del Rinnegato”, Sereture Edizioni.

Chi ha assistito a qualche mia presentazione letteraria sa come ha avuto origine questa saga. All’età di undici anni e mezzo, durante una vacanza al mare, ho conosciuto una bambina di un anno più grande di me, che si vantava di essere un’abile scrittrice. Un pomeriggio mi disse, con aria altezzosa, che sapeva scrivere storie lunghe, “lunghissime, anche di 500 pagine”. Il suo tono lasciava trasparire uno sprezzante: «Io ne sono capace, tu no.»

Per giorni l’avevo sopportata in silenzio, mentre si vantava di quello che scriveva, e quella volta sono sbottata, esasperata dalla sua supponenza: «Anch’io so scrivere storie lunghe! Lunghe quanto le tue!»

Non era vero. Fino ad allora avevo scritto solo racconti, di lunghezza variabile; al contrario, mi ero sempre divertita a non eccedere oltre poche pagine, in una sfida personale che mi portava a comporre una storia al giorno, ma rigorosamente contenuta in uno spazio ben preciso.

Ritornata a casa, mi sono sentita in colpa per quella menzogna. E, un po’ per trasformare le mie parole in verità e un po’ per la curiosità di scoprire se sarei stata capace di scrivere un romanzo lungo, una sera d’autunno mi sono seduta sul letto con un quaderno in mano, ho sbrigliato la fantasia e ho iniziato a scrivere.

Quando ho terminato la stesura, alcuni mesi più tardi, il romanzo aveva superato le 500 pagine scritte a mano. Mi sentivo euforica, e non solo perché avevo vinto una competizione con me stessa: ormai, ero innamorata della mia storia. D’allora, anno dopo anno, l’ho ripresa, modificata, stravolta, anche impietosamente, e nel romanzo pubblicato è rimasto ben poco della stesura originale, solo qualche idea e qualche nome.  I primi cambiamenti, com’è comprensibile, sono stati lievi. Ero ancora piccola, e inesperta sia della vita sia della tecnica letteraria, e credevo che fosse sleale modificare troppo la trama in favore di una nuova maturità narrativa. Un’evoluzione importante è avvenuta attorno ai vent’anni, una seconda nel 2011 e l’ultima nel 2013. Gli ultimi quattro anni sono stati i più importanti, per la mia crescita artistica, se mi perdonate l’abuso di questo termine pomposo. Nel 2011 non avevo intenzione di riprendere in mano né questo romanzo né altri della mia produzione. Da qualche anno avevo perso la gioia di scrivere, ma quando ho riletto alcuni capitoli ho scoperto che la trama mi piaceva ancora e che forse avrei potuto azzardarmi a rimetterci mano. E’ stato necessario riscrivere molte parti e buttarne altrettante ma mi sono gettata con entusiasmo nella revisione. Alla fine, ho riscritto l’intero testo, e il risultato mi ha soddisfatto. Dopo infiniti editing, condotti anche con la supervisione di una ventina di beta lettori, che ringrazio pubblicamente, ho deciso che il romanzo era rimasto rinchiuso nei miei PC fin troppo a lungo. Era tempo di lasciarlo libero. Così come le crisalidi si schiudono in farfalle – Krysalide è il nome di una delle mie protagoniste femminili -, era giusto che permettessi a questa storia di raggiungere chiunque la volesse leggere, se avesse trovato qualche appassionato disposto a concederle di lasciarsi raccontare.

Il romanzo sta uscendo dal bozzolo. Sarà diventato una bella farfalla colorata o sarà soltanto una falena notturna?

A voi lettori l’ardua sentenza 🙂

SINOSSI

“Dell’antico mondo rimangono solo gli arcipelaghi che costellano le acque dei grandi mari. Le ballate recitano che sia stato il pianto di un dio a distruggere ogni cosa, mentre un uomo lo malediceva per aver ucciso l’unica che donna che avesse mai amato. Ora, da qualche tempo le stagioni inciampano l’una nell’altra e la terra trema con sempre maggior frequenza. Il giovane Tresan è preoccupato. Le Stelle Cacciatrici che infestano la sua Mappa Astrale stanno cambiando ripetutamente aspetto e posizione, come se un qualcuno si stesse risvegliando, sollevando la coltre degli oceani. Nessuno sa chi sia, eccetto lo spirito dello schiavo-re che l’ha affrontato in passato e che è ritornato per definire le sorti della partita. Con stupore e terrore, Tresan scoprirà cosa vorrà quello spettro, da lui, e a quale prezzo.

Un’incontenibile passione, un inevitabile sacrificio. E sopra ogni cosa, gli oscuri presagi della Luna Sanguigna.”

 

“Echi dalle Terre Sommerse”, primo romanzo de “La Saga del Rinnegato”. Sereture Edizioni.

www.seretureedizioni.it

Disponibile sia in cartaceo che in ebook.

ISBN Cartaceo: 978-88-940333-1-1

ISBN ebook: 978-88-940333-0-4

Prezzo ebook: 2,99

Lunghezza cartaceo: 470 pagine

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L’AUTRICE

Federica Leva, medico e psicoterapeuta.
Scrive da quand’era ragazza e ha all’attivo numerose partecipazioni a premi letterari fantasy e mainstream, con una trentina di premi conseguiti e una dozzina di primi posti. Fra questi, un primo posto al premio Silmarillion 1999, due secondi posti allo stesso concorso nel 2005 e 2006. Oltre a “Echi dalle terre Sommerse”, ha pubblicato due romanzi a tema musicale, vincitori di otto premi letterari nazionali e internazionali.

AMAZON: http://www.amazon.it/Echi-dalle-Terre-Sommers…/…/ref=sr_1_4…

KOBO: http://store.kobobooks.com/…/ebook/echi-dalle-terre-sommerse

 

ANTERPRIMA – Leggi qui o scarica i primi due capitoli del romanzo!  

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 RECENSIONI E COMMENTI DEI LETTORI

 

Guarda il BOOKTRAILER

Musica composta per il booktrailer dal M° Gabriele Caselli. Per gentile concessione.

Comunicati Stampa

E ci confermiamo Cecchini da Oro!

E ci confermiamo Cecchini da Oro! Bravissimo Gabriele Rossetti, per aver mantenuto la lucidità necessaria a non sbagliare nemmeno un colpo durante la gara.
Bravo anche il secondo classificato, a un solo punto di distanza dall’azzurro, e un applauso anche al simpatico Qwaitiano cinquantaduenne che lascia la sua sesta olimpiade con un bronzo al collo ^_^.
Tutti gli atleti sono stati premiati da Hermione Granger.

‪#‎olimpiadi2016‬ ‪#‎rio2016‬ ‪#‎tiro‬ ‪#‎gabrielerossetti‬

 

 

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Articolo di prova2

Un giudice ucraino arbitra la sfida di sciabola fra Italia e Ucraina. Molto appropriato. Il team italiano protesta per i colpi non assegnati, con conseguente vittoria delle ucraine e il giudice, molto rispettoso, alza il dito medio. Espulso all’istante.
Intanto, il risultato della competizione è compromesso. E scommettete che il “signor giudice” non verrà espulso a vita, come meriterebbe, per arbitraggio parziale e insolenza verso gli atleti?
Che schifo…

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Il Primo Articolo

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ANIMATO CON FUOCO – Brucianti passioni

 

Animato con fuoco

ROMANCE, MUSICA, MISTERY

Alla morte della madre, Patrick lascia l’Italia e segue a San Francisco il ragazzo di cui si è innamorato. È felice, ha l’amore e un pianoforte da far cantare con le sue composizioni. Che cosa potrebbe desiderare, di più?
Poi tutto precipita.
L’amore si scioglie nel dolore, la musica nel silenzio. Ed è allora che incontra Jessica, sensuale, sofisticata e pericolosa. Non sa chi sia, perché parta spesso per un viaggio, in sella alla sua moto, e perché a volte sembri odiarlo. I suoi occhi gli ricordano quelli di una pantera inquieta e ne ha paura. Eppure, il loro legame si rafforza giorno dopo giorno e alla fine lei gli entra nell’anima, facendo crollare tutte le sue certezze.
Quando lei decide di svelargli il dolore che dilania il suo passato, Patrick la segue in un viaggio da cui potrebbe non ritornare indietro. Perché niente è accaduto per caso, nella loro storia, e a poco a poco ogni tassello trova una spiegazione. Ma Patrick potrebbe arrendersi e rinunciare a lei proprio adesso, dopo essere precipitato all’inferno così tante volte? E Jessica avrà il coraggio di lasciarsi ogni cosa alle spalle, per iniziare una nuova vita con lui?

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Due anime che si trovano oltre ogni ostacolo, un amore che va oltre ogni ragione.

E sopra tutto, il canto incessante di un pianoforte davanti al mare.

Perché tutto è nato davanti al mare e tutto dovrà finire su quella spiaggia.

 

Grazie a Federica Leone per questa splendida gif animata!

ESTRATTO

Si mosse verso la porta, ma la ripresi di slancio in un abbraccio possessivo, di spalle, stringendola contro di me. Non l’avrei lasciata scappare, non più!

«Basta fuggire!»

Senz’attendere altro, la voltai, le sollevai il mento con una mano e la baciai. Mi aspettavo che mi respingesse, magari che mi colpisse con uno schiaffo. Non mi sarei difeso, questa volta, ero consapevole che era un bacio rubato. Invece, tentò solo una debole protesta, un no appena sussurrato sulle mie labbra, e poi si staccò, stordita.

«Perché?» mormorò. «Perché proprio io?»

«Sono ambizioso» le sussurrai, cercando di baciarla ancora. «Ho sempre aspirato alla perfezione.»

Mi sfuggì, gettando indietro la testa, e mi scrutò con sospetto. «Io non sono quel genere di perfezione» osservò.

«Ogni tipo di bellezza lo è, se è bellezza vera, completa. E non parlo solo del corpo.»

Le aprii il giubbino di pelle e insinuai una mano sotto la maglia per accarezzarle la schiena. Trasalì, ma non si ribellò, e con la mano libera osai sfilarle la giacchetta dalle spalle e gettarla a terra.

«Non capisco… Hai sempre voluto qualcosa di diverso» insistette, con voce soffocata.

«Sì, e tu sei indubbiamente diversa da me» scherzai, facendole scivolare il bottone dei calzoni fuori dall’asola. Volevo toccarla, assaporarla, fondermi con lei. Via, quei vestiti inutili! Che ci facevano, fra noi due?

La sentii irrigidirsi.

«Non farlo» ansimò. «Sei confuso. Non rovinare tutto.»

«Credi che ti voglia per disperazione?» Mentre parlavo, insinuai le mani nei suoi calzoni per afferrarle i glutei. A quel tocco, mi sentii infiammare il sangue e il desiderio mi corse sottopelle, irrefrenabile. «Non potrei mai giocare con una ragazza, e tanto meno con te» Posai la fronte contro la sua e la mia voce era così bassa che poteva perdersi nei nostri respiri. «Ho vissuto all’inferno per mesi, Jessy, ma adesso voglio essere tutto, per te. Se anche tu mi vuoi…»

Divisorio

 

 

 

 

Animato con fuoco è il remake, revisionato e amplificato, di Radici di sabbia, pubblicato dall’autrice nel 2002 con la Zecchini Edizioni e vincitore di cinque premi letterari.

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Dalla postfazione del pianista concertista e didatta Gaetano di Blasi:

“Quello che ci regala Federica Leva in queste pagine è un magnifico spartito musicale con le sembianze di un romanzo.”

“L’autrice riesce a coinvolgere il lettore attraverso le vicende dei protagonisti, mostrando una grande e non comune abilità dialettica e divulgativa, oltre a una notevole conoscenza della letteratura musicale.”

“L’amore: ecco il filo conduttore di tutto il romanzo; un amore che non si ferma all’apparenza, ma che va oltre la semplice distinzione convenzionale tra uomo e donna, un amore spirituale e quindi più profondo; un sentimento vissuto e raccontato in maniera pura, genuina e sincera, indipendentemente dalla persona a cui è rivolto: Hans o Jessica.”

Leggi qui l’estratto di Amazon

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Come li immagino

Patrick collage con scritte

 

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Alcuni teaser animati

 

 

 

 

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Divisorio

 

 

[bctt tweet=”Un amore che non si ferma all’apparenza, ma che va oltre la distinzione tra uomo e donna” username=””]

Un principe da (odiare) amare

E ci siamo! Il mio primo vero romance è ufficialmente in vendita su Amazon da ieri sera!
Scritto a quattro mani con Anna Grieco, vi porterà fra le braccia di un amore che nemmeno il tempo può sopire…

 

Un principe da (odiare) amare

 Clicca sulla foto per entrare in Amazon!

 

SINOSSI

Lasciata dal fidanzato a poche settimane dal matrimonio, Kathryn parte ugualmente per quello che avrebbe dovuto essere il suo viaggio di nozze, in Marocco. Pessima idea, visto che tutte quelle coppiette felici non fanno altro che ricordarle quello che ha perduto. Fino a quando non incontra il principe Hassan. Basta una sola occhiata per infiammarla di passione, ma lei non vuole cedere all’istinto, temendo di soffrire di nuovo. Peccato che Hassan non la pensi allo stesso modo e, incapace di resisterle, la fa rapire dai suoi uomini. A quel punto Kathryn non può fare altro che arrendersi. Sembrerebbe l’inizio di una bella favola d’amore, ma un giorno Kathryn fa una brutta scoperta e il suo mondo crolla. Di nuovo. Fugge in America, augurandosi di dimenticare, ma non le sarà possibile, perché aspetta un bambino. Il figlio di Hassan.
Il destino farà rincontrare i due amanti nove anni dopo. Hassan pretende spiegazioni, ma Kat ricorre a uno stratagemma per tenere lontano il suo principe del deserto, che non ha mai dimenticato ma che crede perduto per sempre.
Tra incomprensioni, desideri e triangoli amorosi, una storia d’amore passionale che vi resterà nel cuore.

ESTRATTO

“A quel ricordo, il cuore le batté più forte. Era stato là che avevano concepito Kaden, sotto i palmeti, mentre le prime stelle si affacciavano nel blu cobalto della sera. Quella volta, Hassan l’aveva fatta sua fino a stordirla e lei aveva gridato cinque volte di piacere, incurante che qualcuno la potesse sentire. Lui aveva goduto una volta sola, ancheggiando contro lei come se non avesse più voluto separarsi dal suo corpo. Quando si era ripreso aveva ansimato, al suo orecchio: «Giura che sarà così per tutta la vita. Non voglio altre che te, mia piccola dea di fuoco. Giura!» E lei, travolta dagli orgasmi e dall’amore, aveva giurato. In quel momento aveva davvero creduto d’aver raccolto la felicità fra le mani. E lui? Possibile che le avesse mentito, mentre la succhiava, là dove era più calda, giurandole rapito che era la più bella fra le belle e che avrebbe immolato la propria vita alla sua gioia?”

 

[bctt tweet=”Tra incomprensioni, desideri e triangoli amorosi, una storia d’amore passionale che vi resterà nel cuore.” username=””]

 

Leggi qui l’estratto di Amazon!

 

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Altri teaser del romanzo

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SEI PIETRE BIANCHE di Daisy Franchetto

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Autore: Daisy Franchetto
Editore: Lettere Animate Editore

Genere: Fantasy
Lunghezza: 328 pagine
prezzo: 1,99 euro

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Pensato come prosieguo di Dodici Porte, primo romanzo della trilogia che ha come protagonista Lunar, Sei Pietre Bianche è stato concepito con una narrazione che lo rende un romanzo indipendente, che può essere letto e apprezzato anche da chi non conosce il primo episodio.

 

Sei pietre bianche circondano un obelisco nero.
Sei varchi dimensionali.
Un nuovo viaggio alla scoperta delle proprie origini.Un bambino da salvare, una Dimensione corrotta da una materia oscura, un Amore che ha atteso cento anni per potersi annunciare.Lunar è tornata.

 A tre anni dall’esperienza nella Casa e dalla violenza che l’ha messa di fronte a un duro processo di trasformazione, la giovane protagonista di Dodici Porte non è più una ragazzina. Abita da sola in un piccolo appartamento in città, studia e lavora. Accanto a lei il fedele cane Sinbad, su cui grava una maledizione che Lunar non conosce, e l’anello che le ricorda costantemente il legame con la Terra dei Morti.

Dopo l’ultima visione avuta fuori dalla Casa, nella quale un bambino veniva rapito da un gigante, la giovane non ha più avuto esperienze del genere, o contatti con altre Dimensioni. A volte stenta a credere che ciò che ha vissuto nella Casa sia davvero accaduto. Ma c’è l’amico Sinbad a ricordarle chi lei sia.

Lunar ha stretto amicizia con Odilon, un bambino dal passato misterioso che vive in orfanotrofio. Proprio la scomparsa del piccolo, ad opera di un essere spaventoso, riporterà la nostra protagonista e il suo amico a quattro zampe a contatto con le Dimensioni parallele.

Lunar e Sinbad, con l’aiuto di Altea, proveniente dai Cieli Razionali, si metteranno sulle tracce dei rapitori di Odilon. Ha inizio il viaggio attraverso sei portali dimensionali rapprensentati da sei lapidi bianche.

Di nuovo un percorso che è insieme scoperta di se stessi e di luoghi sconosciuti.

Di nuovo avventure formidabili che svelano quanto ci sia di sublime e oscuro nell’inconscio.

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book konyvek65Che ne dite di un assaggio di questo romanzo? Io l’ho letto con curiosità!

 

Un sogno ricorrente.

Ancora una notte, ancora quel sogno, ancora quelle immagini.

Sempre lo stesso, da tre anni. Ogni volta si aggiungeva un particolare che completava il quadro, ogni volta si svegliava con la stessa nostalgia e la voglia di tornare a casa. Anche se non sapeva dove fosse, ormai, la sua casa.

Il sogno iniziava sempre allo stesso modo. Vedeva i suoi piedi decorati con bellissimi tatuaggi color argento. Camminava calpestando candida sabbia, morbida come velluto e fresca. Le minuscole pietre che si mescolavano alla distesa sabbiosa riflettevano i bagliori notturni, allora alzava il capo a contemplare il cielo, sconfinato. Una stella cadente solcava la volta celeste, lasciando una scia luminosa che si dissolveva riassorbita dalla notte. All’orizzonte le Tre Lune sorgevano allineate. Tornando ad abbassare lo sguardo, poteva osservare la vastità del Deserto di Muna, volgendosi a est, l’immenso Bosco degli Alberi Neri e a nord in lontananza la sagoma scura del Palazzo con le sue guglie e le torri.

Una risata sgorgava argentina dal centro del suo cuore. Ecco la sua casa, ecco il regno cui apparteneva. Poi una scossa sotterranea la faceva trasalire e un brivido le percorreva la schiena. Guardando a terra vedeva con orrore che la sabbia aveva lasciato spazio a una voragine che correva lunga e profonda verso il Palazzo.

La crepa nera sembrava portare al centro stesso della terra. Lei restava a guardare inorridita l’oscurità, mentre una voce tetra saliva dal nulla.

Si svegliava proprio prima di cogliere ciò che la voce diceva. E fu a quel punto che si svegliò anche quella notte.

Riaprì gli occhi di scatto sentendosi perfettamente sveglia e lucida, assalita da quel desiderio viscerale di raggiungere la terra sognata, di salvare quel che restava di un mondo perduto.

Rimase sdraiata e immobile ad ascoltare il ticchettio incessante della pioggia sul lucernario. L’appartamento in cui abitava da qualche mese era immerso nel buio.

Sinbad era sdraiato al suo fianco, il costato si gonfiava e sgonfiava al ritmo tranquillo del respiro.

L’animale aprì gli occhi. «Non riesci a dormire?»

«Ho fatto di nuovo quel sogno, ma non capisco mai cosa dica la voce.»

«Non avere fretta» la ammonì il cane.

«Dopo tre anni che faccio lo stesso sogno? No, non c’è fretta» rispose lei sarcastica.

«Abbi pazienza Lunar. Il tempo è ormai prossimo.»

«Speriamo» sospirò lei «proverò a dormire ancora un po’.»

 

Fuori la pioggia continuava a cadere sottile, mentre il destino tesseva il disegno che, di lì a poco, avrebbe travolto nuovamente le vite di Lunar e Sinbad.

 

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1

Sei felice, Lunar?

Flashback

 L’agente Paul La Crus sedeva alla sua scrivania, quando bussarono alla porta.

«Avanti» mugolò senza nemmeno alzare gli occhi dal foglio che stava leggendo.

Victor, il collega dell’archivio, entrò reggendo a fatica una pila di fascicoli. «Ho un regalo per te» annunciò con finto entusiasmo.

Paul alzò gli occhi. Incredulo osservò: «E questi? Cosa sono?»

«All’archivio vogliono che siano firmati e catalogati tutti i casi chiusi negli ultimi cinque anni. Questi sono i tuoi. Ti sei dato un bel po’ da fare» commentò Victor guardando la pila di fascicoli che adesso faceva bella mostra di sé sulla scrivania.

Paul sbuffò esasperato.

«Dai, prima iniziamo e prima finiamo» disse Victor sedendosi di fronte al collega.

«Come? Dobbiamo farlo adesso?»

«Perché? Hai altro da fare?» domandò Victor per stuzzicarlo.

«Vuoi una lista?» rispose Paul socchiudendo gli occhi dietro le lenti degli occhiali.

Per tutta risposta, Victor prese il primo fascicolo e glielo porse. Paul glielo strappò di mano in malo modo e lo aprì sbuffando nuovamente.

Victor prese il secondo plico e, ridacchiando, si mise al lavoro.

Qualche ora e molti fascicoli dopo, ne restavano pochi da rivedere.

Paul ripose i fogli che aveva appena finito di visionare e si massaggiò gli occhi. Fuori si era fatto buio.

«Quanti ne mancano?» domandò a Victor sbadigliando.

«Ancora due.»

«Bene, allora sbrighiamoci» disse Paul afferrandone un altro.

Victor prese l’ultimo. «Aspetta. Questo lo passo a te» disse al collega facendosi tutto a un tratto serio.

Paul lo guardò interrogativo, mentre prendeva il fascicolo che gli porgeva, ma appena vide il nome in alto a sinistra, capì.

Lunar.

Tutti al Distretto di Polizia sapevano che quel caso era stato importante per lui, anche se nessuno ne conosceva bene il motivo.

Paul appoggiò una mano sul primo foglio, quasi ne stesse assorbendo l’energia. Sapeva che il collega lo stava osservando e non se ne preoccupò.

«Sì, questo lo chiudo io» mormorò.

Rivedere il fascicolo che parlava di Lunar fu un salto in un passato non così lontano. Tre anni, in effetti. Sembravano molti di più.

Era stato un caso di violenza sessuale su una minorenne. Lunar tornava da una festa con un amico quando, passando in un parco, erano stati aggrediti da uno sconosciuto. L’amico l’aveva lasciata sola e lei era stata violentata e picchiata.

Casi del genere erano tristemente all’ordine del giorno per la polizia ma quella ragazza era rimasta nel cuore di Paul.

Fragile, ferita, sconvolta, aveva trovato la forza di riconoscere il proprio aggressore: un giovane con un passato difficile e affetto da disturbi psichiatrici. Si chiamava Lucàs.

Proprio durante il riconoscimento, Paul aveva avuto la certezza che Lunar stesse per vivere un’esperienza unica nel suo genere. Lo sapeva perché quella stessa esperienza l’aveva vissuta anche lui anni prima. L’entrata nella Casa.

La Casa era un luogo della psiche e dell’anima, una Dimensione parallela e sconosciuta che ne lasciava intravedere altre. Lupi e gatti parlanti che facevano da guide, personaggi buffi o terrificanti, prove incredibili da superare; e poi c’era LaMamà. Aveva le sembianze di una donna, ma non lo era. Era lo spirito stesso della Casa.

Paul era uscito profondamente cambiato dall’esperienza, e sapeva che per Lunar si era trattato della stessa cosa. Due giorni dopo il riconoscimento del suo aggressore, Lunar sembrava trasformata. Il suo intervento aveva permesso di risparmiare la vita di Lucàs. Era stato un atto coraggioso e umano che Paul non era riuscito a dimenticare.

Chiuse il plico e firmò il documento per il trasferimento a un altro archivio. Ora era davvero tutto concluso, almeno per la burocrazia.

In quei tre anni non aveva più rivisto Lunar. Doveva essere cresciuta molto.

Porgendo il tutto al collega si chiese che cosa stesse facendo lei.

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Sei felice, Lunar?

2

Due piccole corna

Breve scorcio della vita di Lunar.

Il sole non era ancora sorto in quella mattina fredda. L’inverno sembrava non voler finire mai.

La pioggia aveva dato una breve tregua dopo una notte di scrosci incessanti e Lunar uscì senza ombrello, scortata dall’inseparabile Sinbad. Indossava un impermeabile nero che le arrivava alle caviglie, e aveva nascosto i lunghissimi capelli che non tagliava mai nel cappuccio. Come ogni giorno, si recava nell’ufficio del mercato dove lavorava il mattino. Niente di speciale, ma lo stipendio era buono e questo le permetteva di pagare l’affitto dell’appartamento dove viveva da quando aveva cominciato a studiare in città. I genitori si erano offerti di sostenere tutte le spese, e avrebbero preferito che lei continuasse a vivere con loro, ma capirono le sue esigenze d’indipendenza.

Per Lunar il trasferimento in città non era legato soltanto a un bisogno di autonomia. Sentiva fondamentale quel trasloco, perché in città si sarebbe compiuto per lei qualcosa d’importante.

Erano passati tre anni dal suo ritorno alla Dimensione reale, come la chiamava lei, dopo la sua avventura nella Casa. Ed erano trascorsi tre anni anche dalla sua ultima visione, quella in cui vedeva un bambino rapito da un energumeno impellicciato e con le corna. Da allora le si erano presentate delle premonizioni molto lucide, ma niente di più, tanto che oramai si era convinta di aver perduto completamente il potere. Forse era solo una persona molto intuitiva.

Anche con la Casa non c’erano più stati contatti. In quegli anni aveva fatto buon uso dei preziosi insegnamenti ricevuti, eppure i particolari di quell’esperienza andavano tristemente offuscandosi.

Dal giorno del suo rientro alla normalità, tutti si erano stupiti del veloce recupero compiuto da Lunar. Era tornata a scuola e aveva concluso il ciclo di studi insieme agli amici di sempre; aveva riacquistato una certa serenità, ma le esperienze vissute la rendevano diversa dai coetanei, più introspettiva, più matura, più schiva. Lunar si sentiva investita di un ruolo e di un destino che ancora non comprendeva appieno. Anche Greta, l’amica di sempre, faticava a capirla fino in fondo e, nonostante questo, le era sempre rimasta accanto. Ma tutte e due sapevano che, presto o tardi, le loro strade si sarebbero divise.

Di Lucàs, il suo aggressore, non aveva più saputo nulla. In seguito al suo intervento gli era stata risparmiata la vita e questo le bastava. Non aver contribuito alla sua morte era stato fondamentale per mettere la giusta distanza tra lei e la violenza subita.

Sinbad era perennemente al suo fianco e la seguiva ovunque. Il loro rapporto ricordava a entrambi il legame con una Dimensione sotterranea che, per il momento, rimaneva silente.

Lunar ogni tanto sorrideva al pensiero di quando si erano conosciuti, Sinbad allora aveva altre sembianze. Lo chiamavano il Cane del Mondo Ctonio ed era una bestia enorme, simile a un orso. Anche se nel passaggio tra le Dimensioni aveva acquisito l’aspetto di un cane, all’inizio non fu facile farlo accettare ai genitori e a tutti quelli che la circondavano.

Dago e Matilda, i genitori di Lunar, seppure li amassero, non avevano mai voluto animali in casa. Acconsentirono alla presenza di Sinbad perché, la mattina in cui lo videro per la prima volta con Lunar, compresero quanto quel legame potesse essere positivo per la figlia e, dal canto suo, Sinbad fece di tutto per entrare nelle loro grazie.

E poi c’era l’anello che Lunar portava al dito. La pietra rossa non aveva più pulsato, ma rimaneva impossibile toglierlo o spostarlo. L’anello era il simbolo di un contratto indelebile con la Terra dei Morti, e stranamente, nessuno le aveva mai chiesto nulla di quel singolare gioiello. Anzi, nessuno sembrava notarlo. Restava però il legame che esso rappresentava. Pur se silenzioso, a Lunar sembrava una presenza viva che pesava sul suo futuro.

Per la strada poche macchine e qualche passante veloce che si proteggeva dal freddo. Lunar camminava spedita sperando di arrivare presto a destinazione. Sinbad trotterellava al suo fianco annusando qua e là. La giovane si permise di rallentare il passo solo in prossimità dell’orfanotrofio. Passava tutti i giorni davanti all’edificio che distava pochi minuti dalla sua casa. Durante il giorno si fermava alla rete che recintava il cortile, dove i bambini giocavano. La mattina presto, invece, sostava sotto la luce di un lampione e alzava la testa verso le finestre del caseggiato in attesa del saluto che anche quella mattina arrivò.

La luce di una torcia illuminò una finestra al terzo piano e una testolina che sbucava a malapena dal davanzale si affacciò. Una manina sbucò a salutare. Anche quella mattina Odilon aveva portato a termine la sua piccola e unica azione trasgressiva della giornata, cui Lunar rispose prontamente con un gesto della mano.

Nei momenti di maggiore audacia, si apriva la finestra e una voce di bambino gridava il suo saluto come fosse un urlo di libertà: «Buongiorno Lunar, buongiorno Sinbad!»

Quindi la finestra si richiudeva velocemente.

L’accordo era che Lunar non rispondesse mai all’urlo di saluto, per non smascherare l’identità del bambino.

Soltanto in un’occasione uno dei bambini che dormivano nello stanzone aveva fatto la spia alle suore che gestivano l’orfanotrofio. All’epoca Odilon accendeva la luce principale della stanza, non possedendo una torcia. Il tutto gli era costato una settimana di punizione e la promessa di non farlo mai più. Lui aveva giurato davanti all’immagine dei santi per risultare più credibile, ma poi era tornato a salutare Lunar dalla finestra. Questa volta però si era procurato una piccola torcia, rubandola alla direttrice dell’Istituto proprio il giorno in cui era stato convocato nel suo ufficio per essere sgridato.

Entrando nella stanza, aveva notato la piccola torcia appoggiata su un tavolino.

Mentre la suora lo ammoniva, lui se ne stava a testa bassa simulando una contrizione che non gli apparteneva, e intanto pensava alla torcia e a come appropriarsene. L’occasione era giunta poco dopo, quando la direttrice fu chiamata fuori della stanza. Lui aveva colto l’attimo favorevole, e un secondo dopo, la torcia era infilata nella tasca destra dei suoi pantaloni, ricoperta dalla maglia troppo lunga che indossava.

Quando la suora rientrò nell’ufficio, si sedette alla scrivania riassumendo un’espressione tra il severo e il falsamente dispiaciuto, quasi a dire che era costretta, suo malgrado, a elargire una punizione. In realtà, tutti conoscevano la vena sadica della religiosa.

«Allora Odilon, hai capito la gravità del tuo comportamento?»

«Sì madre.»

Odilon era costretto a tenere la testa ancora più bassa per nascondere la soddisfazione di aver rubato la torcia, ma la donna interpretò il tutto come un profondo pentimento.

«Nonostante ciò» e la suora fece una pausa per aumentare il livello di tensione «sono costretta, davvero costretta, a punirti. Lasciar passare questo brutto comportamento senza una punizione sarebbe di cattivo esempio per gli altri bambini, capisci?»

«Sì madre.»

«Per una settimana non potrai uscire a giocare in cortile, e sabato non potrai mangiare il dolce come tutti gli altri. Ora inginocchiati e prometti di non farlo mai più.»

Odilon questo non l’aveva previsto, e temeva che piegandosi la torcia sarebbe caduta. In tal caso, altro che una settimana di punizione! Il furto era punito in modo esemplare.

A quel punto il lampo di genio. Si ricordò della stampa con raffigurati alcuni santi che si trovava su un altarino alla sua destra. Questo gli avrebbe permesso di coprire meglio il lato in cui teneva l’oggetto rubato e, al tempo stesso, risultare più credibile.

Cercò di reprimere come meglio poteva il moto di orgoglio e di ribellione che lo agitava mentre si abbassava a onorare immagini che non significavano nulla per lui. Sentì che la direttrice apriva uno dei cassetti della scrivania. Era sicuramente quello sulla sinistra, quello dove teneva la bacchetta con cui colpiva i bambini che dovevano essere puniti. La direttrice aveva la sadica abitudine di spaventare i bambini con questa minaccia, e a volte apriva quel cassetto solo per infliggere loro una stilettata di paura. Loro restavano lì ammutoliti sperando che non impugnasse la bacchetta. Al solo pensiero del sottile ed elastico fuscello che gli avrebbe ferito le mani, Odilon sentì un doloroso formicolio percorrergli le falangi, triste ricordo delle precedenti punizioni. Strinse le labbra per tenere a bada la paura. Trascorsero interminabili istanti nei quali attese di capire se sarebbe stata estratta o meno la verga, poi sentì che il cassetto veniva richiuso.

Il trucco aveva funzionato alla perfezione. La direttrice sembrò favorevolmente impressionata dalla devozione ai senti del piccolo. Odilon chiuse gli occhi traendo un lieve sospiro. La religiosa lo congedò mantenendo la sua espressione arcigna e lui uscì più contento che mai. Una settimana senza cortile sarebbe passata in fretta, e quanto al terribile dolce del sabato, beh, non era una vera punizione dovervi rinunciare. Gli restava solo da escogitare il modo di avvertire Lunar che per un po’ non si sarebbero potuti vedere, e questo era ciò che lo rattristava più di tutto, in quei mesi era diventata la sua più grande e unica amica.

Anche per Lunar l’appuntamento con Odilon alla finestra o nel cortile a scambiare due chiacchiere era diventato importante. Si era affezionata a quel bambino pallido e intelligente. In qualche rara occasione, le suore le avevano accordato il permesso di portarlo fuori dall’orfanotrofio per un’ora. Purtroppo, essendo la giovane una non credente, non godeva della stima delle suore e poi il suo abbigliamento dai colori cupi non era visto di buon occhio. Tutto quel nero e quel viola!

Ma ciò che turbava davvero le suore era altro. Lo sguardo di Lunar le metteva a disagio, brillava di una luce particolare. Sembrava scavare nell’anima delle persone in cerca di qualcosa, non veniva mai abbassato in segno di imbarazzo o di umiltà e ciò era da loro valutato come un segnale di alterigia e sfrontatezza.

Quando uscivano insieme, Lunar portava Odilon ovunque desiderasse, purché fosse possibile rientrare in tempo. Nessuno dei due voleva dare una scusa alle suore per revocare i già rari permessi. Il bambino amava camminare per la strada stringendo la mano della sua Lunar, facendo finta di essere un bambino normale che va a passeggio con la sorella e il cane

Quella mattina Lunar salutò Odilon come sempre, ma le parve che la piccola sagoma fosse diversa dal solito. Sembrava che due piccole corna spuntassero dalla testa del bambino, facendosi via via più lunghe e affilate.

Fu un attimo, poi la torcia si spense e Lunar rimase pietrificata con la mano ancora alzata, pallida in viso.

«Hai visto?» domandò Lunar a Sinbad.

«Visto cosa?»

«Le corna. Le corna che sono apparse sulla testa di Odilon.»

«Io non ho visto nulla. Hai avuto una visione?»

«No, non lo so.»

Lunar era preoccupata, anche se sperava si trattasse di uno scherzo della sua fervida immaginazione.

Non parlarono più dell’accaduto, ma tutti e due pensarono alla visione che Lunar aveva avuto tre anni prima al ritorno dalla Casa, in cui un bimbo veniva trascinato via da un uomo alto con le corna.

«Oggi pomeriggio dobbiamo trovare il modo di parlare con Odilon» disse alla fine Lunar con decisione.

Sinbad annuì serioso.

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Scheda autore Daisy Franchetto

Sono nata quarant’anni fa a Vicenza, città intrisa di grazia palladiana, ma vivo a Torino, città del mistero. Mi occupo di counseling.

La scrittura è una passione nascosta che ho iniziato a coltivare tardi.

Ciò che scrivo nasce dalle esperienze vissute. Il lavoro nelle comunità psichiatriche e per disabili, i viaggi come volontaria in zone di guerra, l’impegno per la difesa dei diritti umani. L’ascolto delle persone in difficoltà e, prima ancora, l’ascolto di me stessa. Il mondo onirico e la ventennale attività di scavo nella mia psiche.

La scrittura mi rende una persona migliore.

 

__________________
Pubblicazioni

Dodici Porte è il romanzo d’esordio. Primo di una trilogia. È stato pubblicato nella sua nuova versione da “Lettere Animate” (febbraio 2015).

Dodici Porte Spin Off (Tre giorni, tre parole) è una novella edita da Lettere Animate (aprile 2015).

Sei Pietre Bianche è il secondo romanzo della trilogia dedicata a Lunar. Pubblicato con Lettere Animate Editore (dicembre 2015).

Sono stati poi pubblicati i seguenti racconti:

  • “Ragnatele” nella raccolta “Obsession” curata da Lorenzo Spurio, edizioni Limina Mentis (2013), sempre lo stesso racconto è pubblicato nella raccolta Short Story 2, edito da Lettere Animate Editore.
  • “Margherite tra i capelli” nella raccolta la “Forza della Diversità”, Edizioni Montag (2013)
  • “Bottiglie di cielo”, racconto pubblicato dalla rivista letteraria “Euterpe” numero 12, 2014
  • “Teoria della Creatività”, racconto pubblicato dalla rivista “Coachmag” numero 13, 2014
  • “Ombra e Luce”, per la raccolta Short Story 1, Lettere Animate Editore, aprile 2015
  • Sempre insieme, ricordi? , racconto per la raccolta horror Buio, Lettere Animate Editore ottobre 2015

 

Gestisce un sito, www.daisyfranchetto.com e la pagina dedicata alla protagonista di Dodici Porte

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Cantico sull'oceano – Le note del cuore

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Dalla critica di Gianni Della Cioppa: “Una donna. La musica come scoperta e riscoperta di se stessi. Il mare come viatico per riconciliarsi con la vita e con le proprie emozioni.”
Clicca qui per la RECENSIONE COMPLETA http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=29944&sz=4

Clicca qui per acquistare l’EBOOK. Lettura gratuita per chi è abbonato a Kindle Inlimited!

Clicca qui se sei interessato al CARTACEO

 

Data di uscita su Amazon: 6 aprile 2016

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SINOSSI

 Nizza, 1922. Timida e pudica, Elenoire ha due grandi amori: Adrien e il suo pianoforte. Quando lui le impone di scegliere fra il loro legame e la musica del suo cuore, Elenoire è disperata. Rinunciare a uno dei due significherebbe morire. Durante un viaggio verso Nizza, i due sposi si smarriscono in un villaggio ammantato di surrealismo, dove incontrano personaggi particolari, come un pittore cieco che dipinge solo nudi di donna e un avventuriero che vive nelle grotte sul mare, assieme ai suoi gatti e a un vecchio organo a canne. Poi il mare porterà un assassino dilaniato dal rimorso che insegnerà a Elenoire il fremito della passione. Mentre Adrien cerca consolazione fra le braccia di una bellissima violinista, lei scopre in sé una forza e un ardore che non sospettava di possedere. Posa nuda per il pittore, si confronta con la sua stessa anima e riscopre il fuoco della propria femminilità. La donna che emerge a poco a poco sembra la stessa che Adrien ha lasciato, ma nello stesso tempo è diversa. E ora è lui a dover esser perdonato, se non vuole perdere l’unico vero amore della sua vita.

Una storia d’amore intensa e romantica, che trascinerà il lettore in un’estasi di note e poesia.

 

CHI EELENOIRE?

Elenoire è una giovane pianista e compositrice di grande talento, insoddisfatta della musica che è costretta a scrivere e suonare per compiacere il marito Adrien. In lei risuona la musica della terra, una musica semplice e intimistica, tessuta alla maniera degli impressionisti e dei simbolisti del suo tempo. È la musica di Maurice Ravel e di Debussy, ma ad Adrien non piace. Lui preferisce la magniloquenza del romanticismo, e anche gl’impresari di Parigi incoraggiano Elenoire a comporre assecondando le loro direttive. Per Elenoire, giovane donna del 1922, è inaccettabile vivere in aperto contrasto con la volontà del proprio sposo, e obbedisce alle sue richieste; ma quando la coppia si smarrisce nelle campagne di Vallè Rose, qualcosa cambia. Adrien mostra un lato feroce del proprio carattere e con angoscia Elenoire si accorge che il loro rapporto le si sta sgretolando fra le mani, e niente sembra poterlo salvare.

Il tempo passa e uno dopo l’altro, i pochi, surreali abitanti del villaggio la costringono a confrontarsi con le proprie paure e i propri desideri. È l’avventuriero Edgard ad avvicinarla al suo talento e, mentre un pittore cieco immortala la sua anima sulla tela, Elenoire riscopre l’ardore aiutando un assassino a sopravvivere al rimorso che lo sta consumando. Alla fine, camminando sulla collina affacciata sul mare, Elenoire saprà chi scegliere, fra la musica e Adrien.

Eleonoire Lanter

 

Dalla voce di Ramon, lassassino:

«Mia cara amica, sciogliti dalle catene della convenzione e fa’ l’amore con la musica! Ama il pianoforte come se fosse un amante e fa’ vibrare le tue note di passione, gioia, dolore e disperazione. Abbandona questo falso pudore e ama anche tuo marito attraverso il tuo dono. Se lo farai, le tue creazioni non avranno pari e anche il mare canterà con te.»

.

Ramon composizione

 

Prefazione della pianista Irene Veneziano.
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Il romanzo è già stato edito da due case editrici (NPlibri di Imperia e Sesat di Bologna). In seguito alla chiusura dell’ultima CE, ho deciso di pubblicarlo da sola.

ROMANZO FINALISTA AL PREMIO LETTERARIO PER  ROMANZI INEDITI “LE ALI DELLA FANTASIA” DI CHIETI NEL 2005

ROMANZO VINCITORE – 1° PREMIO – DEL CONCORSO LETTERARIO PER ROMANZI INEDITI PROMOSSO DALLA CASA EDITRICE ENNEPILIBRI DI IMPERIA, 2006

ROMANZO PREMIATO CON “PREMIO SPECIALE” AL CONCORSO LETTERARIO PER ROMANZI EDITI “PENNA D’AUTORE” DI TORINO NEL 2006

 

 

TAG: romance, musica, pianoforte, mare, amore, Debussy, storia

 

Dedico questo romanzo a coloro che amano la musica e riescono a coglierla anche nelle piccole cose, come il sospiro di un’onda contro gli scogli o l’apparente silenzio della notte.
Un pensiero speciale è rivolto alla memoria di Massimiliano, un giovane pianista che ha scelto di riposare per sempre nel mare, cullato dall’ancestrale carme della vita che nasce, si spegne e si rinnova. Le sue ceneri, sparse nel mare di Francia nel giorno del suo ultimo compleanno trascorso su questa terra, ora vivono nella musica e nei filati del vento.
E come loro, sono diventate cantico ed eternità.”

 

Cantico sull'oceano

 

RECENSIONI

TEMPERAMENTE LIBRI

MUSICALNEWS

Il produttore e critico Gianni della Cioppa ha detto: “Una donna. La musica come scoperta e riscoperta di sé stessi. Il mare come viatico per riconciliarsi con la vita e con le proprie emozioni. Un romanzo scritto talmente bene da lasciare sconcertati. Dialoghi e descrizioni che ci proiettano nel passato, non un cenno fuori posto, linguaggio e narrazioni, sono sempre appropriati e ci catapultano tra tavoli di legno, camini, aromi di infusi del passato, cesti di fiori e il mare che eterno domina. [..] Federica Leva sfodera un’abilità narrativa che cancella molti degli scrittori italiani tanto chiacchierati e pompati della critica e dai mass media di regime. Con questo romanzo ha vinto premi e ricevuto elogi ovunque, ma nessuna casa editrice importante si è mossa per offrirle un’occasione. Una dimostrazione lampante che non è il talento che cercano queste strutture, altrimenti un romanzo come questo sarebbe letto da molti e ai vertici delle classifiche.

Senza mezzi termini “Cantico sull’Oceano” è un libro semplicemente bellissimo.”

Clicca qui per leggere la recensione nella pagina d’origine

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[bctt tweet=”Mia cara amica, sciogliti dalle catene della convenzione e fa’ l’amore con la musica! Ama il pianoforte come se fosse un amante e fa’ vibrare le tue note di passione, gioia, dolore e disperazione.”]

 

 


Gattini, nevicata, addii

6 marzo 2016

Dieci anni fa nascevano i quattro cuccioli di Astrid, la gatta. Di quei meravigliosi batuffoli rossi mi è rimasto Morgan, il mio adorato tigrotto concilia-sonno. Qui sotto, lo si vede di schiena, sotto i gemellini 🙂. Auguri, Morgan McMorgan!

foto di Federica Leva.

I figli di Astrid


5 marzo alle ore 8:29 ·

E chi l’avrebbe mai detto? Mi sono alzata per chiamare un gatto e ho trovato questa sorpresa fuori dalla porta di casa!

foto di Federica Leva.
foto di Federica Leva.
foto di Federica Leva.
foto di Federica Leva.
foto di Federica Leva.

Ordino due fotolibri per una festa di compleanno. Arrivano oggi e, tutta felice, scendo a firmare a ritirare i pacchetti. Apro il primo, è molto bello. Compiaciuta, apro il secondo… e da pagina 23 in avanti, invece di vedere foto mie e di bambini, vedo carinissimi criceti vestiti da Jedi <3 <3 <3.
Ho avvisato subito la tipografia, che provvederà a farmi avere la copia corretta dell’album. Intanto, sorrido guardando questi buffi cricetini che inforcano gli occhiali o brandiscono la spada laser, cercando di spaventare un fantomatico nemico  😀

 

 


 

Dallo studio, vedo mio padre armeggiare con la porta a vetri del suo laboratorio. Non esce. A un tratto lo sento gridare il mio nome. Corro fuori sotto la pioggia. Qualcuno – e so benissimo chi è questo simpatico pasticcione ! – lo ha chiuso dentro per errore e, per quanto faccia, non riesce a liberarsi.
Evasione riuscita e papà è libero di ritornare a casa. Emoticon grin

Il commento del colpevole:

Roberto  è perplesso.

28 febbraio alle ore 12:58 ·

E niente, dopo aver imprigionato il suocero nel suo laboratorio ed essermene beatamente andato a fare spesa, dovrò seriamente pensare, una volta per tutte, di effettuare una meticolosa revisione al cervello… o a quel che ne rimane!

 


 

Federica Leva

25 febbraio alle ore 21:26 ·

Cose di mamma.

Mamma oggi mi ha portato una gonna da vedere. L’ho girata e rigirata, ma non ho capito quale fosse il davanti e quale il dietro. Nemmeno l’etichetta interna mi è stata d’aiuto.
“Sembrerebbe tutto uguale, non c’è differenza!” ho commentato, alla fine.
“Sì – ha convenuto lei, convinta – “E’ bisex.”

EHHHH?????????????

foto di Federica Leva.

 

25 febbraio alle ore 18:13 ·

‪#‎ReERegine‬
Ultimamente sto seguendo Reign – puntate registrate – e sto leggendo un libro su Caterina de Medici. Dal momento che la regina Maria Stuarda, nella seconda serie non ne sta uscendo molto bene, con il suo amore altalenante dal consorte Francesco all’infelice Luis di Condè, quasi quasi preferisco Caterina. La nostra fiorentina, regina di Francia per matrimonio, nel libro è un personaggio eccellente: forte, appassionata, intelligente e sensibile ai conflitti religiosi che insanguinano la Francia. Impossibile non volerle bene Emoticon heart
Vi lascio con le immagini di Reign. In tutte vediamo Caterina: con Maria Stuarda, regina di Scozia e di Francia; con suo figlio Francesco II e in una panoramica di famiglia 🙂

"#ReERegine Ultimamente sto seguendo Reign - puntate registrate - e sto leggendo un libro su Caterina de Medici. Dal momento che la regina Maria Stuarda, nella seconda serie non ne sta uscendo molto bene, con il suo amore altalenante dal consorte Francesco all'infelice Luis di Condè, quasi quasi preferisco Caterina. La nostra fiorentina, regina di Francia per matrimonio, nel libro è un personaggio eccellente: forte, appassionata, intelligente e sensibile ai conflitti religiosi che insanguinano la Francia. Impossibile non volerle bene Emoticon heart Vi lascio con le immagini di Reign. In tutte vediamo Caterina: con Maria Stuarda, regina di Scozia e di Francia; con suo figlio Francesco II e in una panoramica di famiglia :)"
"#ReERegine Ultimamente sto seguendo Reign - puntate registrate - e sto leggendo un libro su Caterina de Medici. Dal momento che la regina Maria Stuarda, nella seconda serie non ne sta uscendo molto bene, con il suo amore altalenante dal consorte Francesco all'infelice Luis di Condè, quasi quasi preferisco Caterina. La nostra fiorentina, regina di Francia per matrimonio, nel libro è un personaggio eccellente: forte, appassionata, intelligente e sensibile ai conflitti religiosi che insanguinano la Francia. Impossibile non volerle bene Emoticon heart Vi lascio con le immagini di Reign. In tutte vediamo Caterina: con Maria Stuarda, regina di Scozia e di Francia; con suo figlio Francesco II e in una panoramica di famiglia :)"
"#ReERegine Ultimamente sto seguendo Reign - puntate registrate - e sto leggendo un libro su Caterina de Medici. Dal momento che la regina Maria Stuarda, nella seconda serie non ne sta uscendo molto bene, con il suo amore altalenante dal consorte Francesco all'infelice Luis di Condè, quasi quasi preferisco Caterina. La nostra fiorentina, regina di Francia per matrimonio, nel libro è un personaggio eccellente: forte, appassionata, intelligente e sensibile ai conflitti religiosi che insanguinano la Francia. Impossibile non volerle bene Emoticon heart Vi lascio con le immagini di Reign. In tutte vediamo Caterina: con Maria Stuarda, regina di Scozia e di Francia; con suo figlio Francesco II e in una panoramica di famiglia :)"
"#ReERegine Ultimamente sto seguendo Reign - puntate registrate - e sto leggendo un libro su Caterina de Medici. Dal momento che la regina Maria Stuarda, nella seconda serie non ne sta uscendo molto bene, con il suo amore altalenante dal consorte Francesco all'infelice Luis di Condè, quasi quasi preferisco Caterina. La nostra fiorentina, regina di Francia per matrimonio, nel libro è un personaggio eccellente: forte, appassionata, intelligente e sensibile ai conflitti religiosi che insanguinano la Francia. Impossibile non volerle bene Emoticon heart Vi lascio con le immagini di Reign. In tutte vediamo Caterina: con Maria Stuarda, regina di Scozia e di Francia; con suo figlio Francesco II e in una panoramica di famiglia :)"

 

Poche ciance cara ‪#‎accademiadellacrusca‬, il popolo vuole ‪#‎inzupposo‬ nei vocabolari, altro che petaloso!

foto di Federica Leone.

Non ve l’avevo ancora presentato, da questa piattaforma. E’ gratuito, e se lo scaricate magari mi aiutate a diventare un po’ più visibile Emoticon smile

E’ la notte di San Valentino ma, anziché festeggiare, il mondo è morto. Il potente e crudele demone Sinfan atterra sull’ultima isola rimasta da esplorare, nella speranza di trovare qualcuno da bere…
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 24 febbraio alle ore 5:29 ·

Buongiorno, Club delle Insonni! I sonniferi di fusa e pelo sono fallimentari – si stanno lavando un coppia, e slap slip slurp – e io sono sveglia. Chi mi sta facendo compagnia?

foto di Federica Leva.

 


 Federica Leva

23 febbraio alle ore 17:22 ·

Mamma: “Fede, mi accompagni dal calzolaio?”
Fede: (brontolii non decifrabili)
Mamma: “Mentre aspettiamo che sostituisca i tacchi, entro al supermercato a prendere alcune cose, poi devo andare al Carrefour perché ho un buono da spendere ecc… ecc..”
Fede: (brontolii non decifrabili)
Conclusione: dopo due ore in giro, rientro a casa con due borsone piene di roba. Una è pesantissima.
Il brontolio diventa più decifrabile: “Certo che sono costati un bel po’, questi tacchi…”

foto di Federica Leva.

 

Grazie a Vlad Sator Sandrini e a Elena De Domenico per questa splendida sorpresa!
Felicissima che il romanzo vi sia piaciuto Emoticon heart!

Echi dalle terre sommerse è il primo libro di una saga di fantasy classico farcita di complotti di nobili cavalieri e battaglie sanguinose. È narrato con una piacevole scorrevolezza, con la quale minuti, mesi e anni di trama passano tutti con la stessa semplicità – e con la quale il punto di vista era capace di trasferirsi da un personaggio all’altro senza quasi che io me ne accorgessi durante la lettura.

AH AH AH!

foto di ROBA DA SCRITTORI.

 

Addio, caro Umberto. Sei stato uno dei miei maestri e ti porterò sempre con me. Ora vai a
Deliziare gli abitanti dell’Oltremondo con le tue splendide storie.


 

 

Ieri è stata giornata Nazionale del Gatto. A quando la Giornata del Padrone del Gatto, ovvero dello schiavetto che si alza di notte per farlo entrare e uscire dalle porte, magari mangiare – la condanna di mia mamma! -, che dorme storto per non distubare Sua Maestà, che siede in modo assurdo al pc – come me, in questo momento – perché il Peloso vuole la poltrona per sé, ecc… A quando?

foto di Federica Leva.

 

foto di Barbara Fortini.

Barbara Fortini

10 febbraio alle ore 18:09 ·

SANREMO 2016 ! 😂😂😂😂